Approfondimento / Deepening on

Brunetto Bardazzi

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Brunetto Bardazzi, nato a Prato il 19 maggio1877, diresse il Circolo Mandolinistico Pratese per quasi ventisei anni, fino alla morte avvenuta il 15 ottobre 1950. Il padre faceva l’antiquario ed era soprannominato “Ricciolo”. Brunetto aveva due fratelli: Leone, che suonava la fisarmonica, il mandolino e la chitarra e svolgeva il mestiere di barbiere; Ugo che suonava solo la chitarra. Il Bardazzi, musicista colto, si era diplomato giovanissimo in armonia, contrappunto, violoncello e si era specializzato in contrabbasso, mandolino e chitarra, studiando quest’ultimo strumento come allievo di Luigi Mozzani (1869-1943) e di Valentino de Zorzi (1837-1916). In gioventù intrattenne rapporti musicali con il grande mandolinista fiorentino Enrico Marucelli (1873-1901).
Bardazzi fece parte per molti anni dell’Orchestra del Teatro Metastasio in qualità di violoncellista e contrabbassista e collaborò con Attilio Nuti (1839-1903) col quale si era perfezionato in violoncello. Attilio Nuti, direttore d’orchestra e concertatore di importanti spettacoli lirici al Metastasio per oltre trenta anni, fu insegnante di violino nel “Cicognini” già dal 1863; nel 1896 fu chiamato ad istruire e dirigere la Corale “Guido Monaco”.
Roberto Fioravanti , musicista e musicologo pratese, nel suo libro “La musica a Prato dal Duecento al Novecento”(1973), descrive così la figura di Brunetto Bardazzi: “Lo ricordiamo ancora, nella sua figura alta, massiccia, col volto aperto, sempre sorridente. Portava spesso un cappello giolittiano a larghe falde ed il fiocco alla Lavallier, ed era un’ istituzione nella Prato musicale del tempo”.
Il Maestro fu un prolifico compositore ed arrangiatore. Tra le composizioni originali ricordiamo pezzi per chitarra solista, mandolino e chitarra, orchestra a plettro, piccola orchestra. Sono rimasti memorabili i suoi arrangiamenti per orchestra a plettro delle opere verdiane Aida, Trovatore e Forza del Destino.

L’intento di queste trascrizioni era chiaramente quello di avvicinare il popolo alle grandi opere liriche del tempo, come facevano le bande musicali, rendendo possibile una maggiore diffusione della cultura musicale. Bardazzi in quest’ottica aprì una propria casa editrice posta in Piazza del Duomo a Prato.
Oltre che compositore ed esecutore validissimo, si dedicò con passione all’insegnamento di cui aveva una visione assolutamente moderna rispetto ai suoi tempi, percependo la musica come il linguaggio della comunicazione emozionale.
La sua attività didattica si svolse sia come Maestro privato di musica della nobile gioventù pratese sia come insegnante dei dilettanti che suonavano nel Circolo Mandolinistico. Dalla documentazione che riguarda il percorso di formazione mandolinistica della nobildonna Clotilde Elisa Banci Buonamici (1892-1972), la cui famiglia era tra le più importanti della città e abitava nel Palazzo omonimo oggi sede della Provincia di Prato, sono stati tratti due brani di questo disco: Buona Pasqua e Pensiero Melodico.
Brunetto Bardazzi realizzò anche un metodo per mandolino pubblicato da Saporetti & Cappelli, con la finalità di insegnare questo strumento, come lo stesso Autore afferma nella Prefazione:
“Per la lunga esperienza acquistata nell’insegnamento pratico del Mandolino e la necessità che si è imposta di dare all’allievo un indirizzo ben fondato affinché divenga un provetto suonatore, ho creduto compilare il presente metodo corredato di esercizi graduali e progressivi che in taluni metodi popolari “già pubblicati” fanno difetto.
Questo Metodo, oltre agli esercizi di cui sopra contiene i primi Elementi di Musica, perciò credo di aver fatto cosa utile di pubblicare il mio modesto lavoro, confidando nel buon insegnamento da parte dei Sigg. Maestri e nella buona volontà di chi si sottopone allo studio del popolare strumento”.

 

 

Brunetto Bardazzi was born in Prato on 19th May 1877 and conducted the Mandolin Club of Prato for almost 26 years until his death on 15th October 1950. Bardazzi, a learned musician, obtained his diploma in harmony, counterpoint and cello at a very early age and specialised in the double bass, mandolin and guitar, studying the latter instrument with Luigi Mozzani (1869-1943) and Valentino de Zorzi (1837-1916). When he was young he enjoyed musical relations with the great Florentine mandolinist, Enrico Marucelli (1873-1901).
Bardazzi played the cello and double bass with the Teatro Metastasio Orchestra, together with Attilio Nuti (1839-1903) with whom he had specialised in the cello. Attilio Nuti, conductor and organiser of important operas at the Metastasio for over 30 years, had taught the violin at the “Cicognini” ever since 1863; in 1896, he was asked to teach and conduct the “Guido Monaco” choir. He was a prolific composer and arranger. His original compositions include pieces for solo guitar, mandolin and guitar, plectrum orchestra and chamber orchestra. His plectrum orchestra arrangements of the Verdi’s Aida, Trovatore and Force of Destiny remain memorable. These transcriptions clearly intended to allow the general public to become familiar with the great operas of the times, just like bands, thus allowing maximum diffusion of musical culture. For this purpose, Bardazzi opened his own publishing house in Piazza del Duomo in Prato. As well being as a fine composer and player, he dedicated himself to music teaching about which he had an absolutely modern vision for his times, perceiving this art as the language of emotional communication. He acted both as a private music teacher to the aristocratic youth of Prato and as a teacher of the amateurs playing in the Mandolin Club. Brunetto Bardazzi also wrote a teaching method for mandolin, published by Saporetti & Cappelli.


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