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Approfondimento / Deepening on Caterina Bueno Coro degli Etruschi |
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Se è possibile, a distanza di tanto
tempo, ascoltare le voci e i suoni del
concerto di quella serata indimenticabile, questo lo dobbiamo a Mario
Galasso.
Il suono del clic del registratore avviò l’apparecchio per incidere lo
spettacolo.
La luce divenne soffusa e il chiacchiericcio, che c’era prima di
cominciare il concerto, s’interruppe. Fu una serata particolare nella quale, dopo una giornata di comunicazioni sul canto popolare, la voce della cantante folk, Caterina Bueno si alternò a quella di Morbello Vergari e del Coro degli Etruschi per eseguire brani della tradizione canora toscana. Morbello cominciò a cantare una sua ottava di permesso del “maggio”. E sembrò che l’intera atmosfera s’immergesse nella notte magica dei maggi maremmani.
Inizia in questo modo il Cd che presentiamo.
L’intervento del Coro degli Etruschi coincise quella volta con la
giornata del convegno tenutosi alla Flog di Firenze che venne dedicato
alle tradizioni popolari e alla ricerca etnomusicale. Durante il giorno
si alternarono diversi interventi fra cui quelli di Roberto Leydi, Diego
Carpitella, Pietro Clemente, Cesare Bermani, che rappresentavano una
punta avanzata della ricerca antropologica ed etnomusicologica dei canti
popolari. |
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Grosseto (1975) - Il Coro degli Etruschi con Caterina Bueno in occasione della presentazione del volume “Canti popolari in Maremma”.
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Il dibattito, al di là delle
polemiche, ebbe il pregio di arricchire l’esperienza del canto popolare
facendolo apprezzare ad un pubblico vasto. La musica popolare tornò
nelle sale, nei teatri, nelle piazze e riuscì a risvegliare i ricordi
degli anziani e ad alimentare la curiosità e l’interesse dei giovani. Gli anni settanta furono, per gli interpreti del canto popolare, un bel periodo della storia culturale italiana. È auspicabile che oggi tornando a riproporre l’incisione di una serata particolare come fu quella della Flog di Firenze, si possa riscoprire quel mondo consentendo anche nuove forme d’uso del patrimonio tradizionale. Questo Cd è un documento fedele dei suoni e delle parole e chi lo ascolterà oggi troverà certamente alcune ingenuità canore con qualche errore, ma per essere stato registrato dal vivo, con i mezzi di allora, contiene le atmosfere vere ed autentiche della serata con una cosa che sicuramente sorprende: gli applausi appassionati e le risate spontanee che qua è là sono rimasti come testimonianza di un apprezzamento per la proposta dei canti e delle poesie. |
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Caterina Bueno e Morbello Vergari negli anni '70.
Caterina Bueno (on the left) and Morbello Vergari (on the right) in the seventies. |
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We owe the fact that we can listen to
the voices and sounds of the
concert on that unforgettable evening after so much time has elapsed, to
Mario Galasso.
The click of the recorder started the equipment for recording the
performance.
The lights died down, as did the chatter that had filled the hall before the
concert began.
This is how this CD begins. The performance
of the Coro degli Etruschi coincided with the conference dedicated to
popular traditions and ethnomusical research held at the Flog of Florence.
Several speakers contributed to the debate during the conference. They
included Roberto Leydi, Diego Carpitella, Pietro Clemente and Cesare Bermani,
all at the forefront of anthropological and ethnomusicological research into
popular songs.
Over and beyond the arguments,
this debate had the advantage of enriching the experience of popular singing
by presenting it to a large public. Popular music returned to the halls,
theatres and squares and managed to reawaken the memories of the elderly and
arouse the curiosity and interest of the young. Morbello’s decision to open with the reinterpretation of the Maremma Maggio is a habit that is still continued today. Those who know the traditional will immediately perceive that also on that occasion a faithful document was proposed, totally compliant with the calendar usage which is still introduced by one or more ottava rima with the request for “Permission” to sing one’s own Maggio. If various May Day teams continue to hand down this tradition in the Maremma during the night between 30th of April and 1st May, much of the merit must go to the promotional work done during those years. Morbello writes: When the ancient tradition of popular songs seem to have been muted forever, under the ceaseless din of the pop song industry with all its artificial idols, the Maggio was the link with the past that has never been broken. [taken from the book “Canti popolari in Maremma” edited by C. Barontini, F. Manfucci, M. Vergari – Grosseto, 1975] |
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Caterina Bueno con Flavio Cucchi (chitarra) e Pietro Vismara (flauto). Caterina Bueno, Flavio Cucchi (guitar) and
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