Approfondimento / Deepening on

Lo Scoglio Verde e

Daniela Soria

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Daniela Soria ha iniziato la carriera da bambina, apprendendo in famiglia le prime basi del canto e della teoria musicale. Più tardi intraprenderà lo studio del pianoforte classico e della tecnica vocale. Nel 1980 incontra la “compagnia degli alfredini” diretta da Sergio Rossi, con la quale collaborerà per quattro anni cantando e recitando negli spettacoli teatrali di memoria popolare. Dopo una serie di corsi di perfezionamento nello studio della tecnica vocale e dell’improvvisazione jazz con Fabrizia Barresi presso “Siena Jazz”, nel 1994 frequenta i seminari della Manhattan School of New York con Nency Marano e Harold Danko, organizzati da Veneto Jazz. Dal 2003 fa parte dei solisti del coro gospel “Jubilee Shouthers” e del quartetto gospel “Deem Quartet”.

http://www.myspace.com/danielasoria

 


Il territorio dell’Elba, così variegato e prevalentemente montagnoso, ha consentito nel tempo lo svilupparsi di tradizioni orali molto diverse seppure con la stessa radice. Considerando anche il fatto che in epoche dove le comunicazioni non erano certamente agevoli, ci si affidava alla circolazione dei fogli volanti ed alla memoria della gente che spesso e volentieri riadattava testi e melodie conformandoli al proprio contesto sociale. Ne è un esempio “La montanara” diffusa nei due versanti elbani con melodie del tutto differenti ma con testo simile. Anche i “Maggi” sono celebrati con rituali diversi nella zona di montagna ed in quella più prettamente marinara; prevalentemente di questua quelli sulle falde del Monte Capanne e d’impronta più devozionale altrove, dove la sera del 30 aprile ci si riuniva in una chiesa o in una cappella per recitare rosari e laudi anche in latino tramandati a memoria da una generazione all’altra. Di questua erano anche le “befanate” diffuse in tutto il territorio e ancora una volta diverse secondo il versante. In questo CD ad esempio, vengono riportate le “Befane” di Portoferraio e di Marciana Marina.

 

The territory of Elba with its diversified and mountainous terrain has given rise to many different oral traditions which derived from the same root.  At that time, the means of communications were limited and through flyers and the oral tradition they often adopted and adapted texts and melodies, shaping them to fit the social context.  For example "La montanara" (The Mountain Woman) which is widely diffuse on both sides of the island has a similar text with two completely different melodies.  Also the May Day traditions are different in the mountain and seaside zones.  For instance, those on the lower slopes of Mount Capanne are more devotional than elsewhere.  There, on the evening of April 30 people gather in a church or chapel to recite the rosary or laudi in the latin passed down through the generations. Popular in all of Elba, the Epiphany traditions also vary according to the locale.  On this CD, for example, there are two versions from Portoferraio and Marciana Marina.

 

 

 

 

 

Isola d'Elba - Anni '20.

 

Meno diffusa era la tradizione dell’ottava rima intesa come lo sviluppo di “contrasti” tra due o più poeti. Ma l’ottava era ugualmente presente sottoforma di quelle che venivano chiamate “romanze”, cantate con la tipica melodia dei contrasti in uso tuttora in altre zone della Toscana; storie drammatiche d’amore o di guerra portate all’Elba dai cantastorie che arrivavano dal continente con i loro “fogli volanti” venduti alle fiere ed ai mercati. Libretti popolari e “fogli” che, se incontravano il favore del pubblico, venivano venduti e quindi entravano nella tradizione orale subendone in seguito processi trasformativi anche notevoli. Basta pensare alle varianti del “La Pia de’ Tolomei”, vicenda conosciutissima in tutta la Toscana. Oltre alla “Pia”, fra le “romanze” più conosciute all’Elba era quella di “Giovanni va in America” (o “Il bimbo d’America”).

Ugualmente gli stornelli e le ninne nanne arricchiscono il patrimonio delle tradizioni orali. Soprattutto dei primi si riscontra all’Elba una ricca tradizione come del resto in tutta la Toscana dove questa forma di canto popolare è nata. L'occasione preferita per cantare gli stornelli era rappresentata dalle "veglie", un’occasione per bere, mangiare e fare conoscenza, ma anche per lanciare sfide nei quali i “contendenti” si rispondevano a colpi di stornelli composti tradizionalmente da due endecasillabi preceduti da un quinario. Questa forma tuttavia, è andata modificandosi nel tempo perdendo spesso l’iniziale verso pentasillabo.

The "ottava rima" (a traditional metric form of poetry), in its form as a standing competition between two or more poets, was less diffuse.  But this metric form was the basis  of the romances which were sung with the same melodies still in use today in other parts of Tuscany; dramatic stories of love and war taken to the Island of Elba by the singers who arrived from the mainland with their "flyers" sold at fairs and markets.  The material in the pamphlets and flyers which were especially popular became part of the oral tradition and later were greatly transformed.  Just think of the many variations of "La Pia de' Tolomei" which is well-known in all of Tuscany.  Some of the other well-known romances from Elba are "Giovanni va in America" (Giovanni goes to America) or "Il bimbo d'America" (The American Child).

In the same way, the stornellos and lullabies enriched the oral tradition heritage.  There is a rich tradition of stornellos on Elba, as in the rest of Tuscany, where this traditional folksong form was born.  The preferred occasion for singing them was the "veglie", an occasion for drinking, eating and socializing, but also for challenging to a singing contest where the contestants respond to each other with stornellos composed traditionally of two eleven-syllable phrases preceded by a five-syllable phrase.  Nonetheless, this form has been transformed through time and has often lst the initial five-syllable phrase.

 

Narciso Parigi al

San Piero anni '50, Carnevale.

 

Possiamo affermare, su base del tutto empirica e non supportata da specifici studi, che fino alla II Guerra Mondiale la tradizione orale elbana ha subito limitate variazioni e contaminazioni. L’evento bellico ha stravolto l’Elba non solo dal punto di vista economico, ma di conseguenza anche da quello sociale causando l’interruzione o la profonda modificazione dell’oralità popolare tradizionale. Da una economia prima rurale e poi industriale, si è passati rapidamente alla “risorsa turismo” che ha consentito una rapida ripresa dell’Elba e della sua economia, contribuendo però a cambiare in modo sostanziale stili di vita e rapporti sociali. Proprio la mutata socialità è stata causa prima dell’abbandono di certe forme di oralità interrompendo così quella “comunicazione” tra generazioni che aveva consentito fino a quel momento il perpetuarsi della tradizione.

L’Isola d’Elba dunque, rientra a pieno titolo tra quei preziosi coacervi della Toscana nei quali si è sviluppata una tradizione orale legata al canto non certo secondaria a quella di altre zone anche se “contaminata” da influenze regionali e continentali in genere, come regolarmente avviene ed è avvenuto nel passato per tutte le culture popolari.

 

(Estratto dall'introduzione di Paolo Casini)

 

 

We can confirm, based on our own experience and not supported by any specific studies, that up to the Second World War the Elban oral tradition had experienced limited variations and contaminations.  The war shook Elba, not only economically, but also socially, resulting in an interruption or a profound modification of the popular oral tradition.  From an economy at first rural, later industrial, it changed quickly to one based on tourism which has led to a rapid recovery of the Elban economy and substantial changes in its style of life and social relations.  It is this social change which has been the primary cause of the abandonment of certain forms of oral culture, and thus has interrupted the communication passed down from generation to generation which until then had permitted the perpetuation of the tradition.  We have to wait untl the 1970s ad the explosion of the so-called "folk revival" when the "old" traditions are again appreciated, and not only the oral traditions.

The Island of Elba should save this cultural heritage from the devastating attack of "globalization" which homogenizes, flattens and debases everything that is "local tradition", rendering it "old stuff", "something of the past", and thus not significant...more something to  throw away rather than be ashamed of.  People complain that on Elba there are no important initiatives like those already taken in other parts of Tuscany to catalogue, preserve and appreciate their own popular traditions, and make them known to all. 

 

(From the Introduction by Paolo Casini)

 

 

Un sincero ringraziamento per aver partecipato con

amicizia alla realizzazione di questo CD a:

 

My sincere gratitude goes to all the people who

amicably participated in the production of this CD:

 

Coro di Sant’Ilario

Choir of Sant’Ilario

Giorgio Soria (arrangiamenti, esecuzioni musicali, direzione coro / arrangements, instrumental performances, conductor)

Marzia Delia

Giampiero Grassi

Massimo Grassi

Antonella Montauti

Antonio Montauti

Giampiero Mura

Elisabetta Pelleriti

Giulio Scapigliati

Daniela Soria

Emanuele Soria

Maria Luisa Soria

Monica Soria

Moreno Soria

Sergio Soria

 

Coro di San Piero

Choir of San Piero

Giorgio Soria

Ilaria Bonacchi

Stefania Calderara

Gabriella Dini

Luigi Gadani

Antonio Galli

Tommaso Galli

Laura Martorella

Ferdinando Montauti

Antonella Pacini

 

Jessica Atzei

mandolino / mandolin

 

Massimo Barsotti

pianoforte / piano

 

Luca Becorpi

clarinetto basso / bass clarinet

 

Coro di Sant'Ilario con il produttore.

 

Coro di San Piero

 

Alessia Ciofi - Luca M. Nistri - Jessica Atzei

 

Paolo Biancalani

fisarmonica / accordion

 

Marco Bucci

pianoforte / piano

 

Alessandro Casini

clarinetto Sib / Bflat clarinet

 

Alessia Ciofi

mandolino, mandola / mandolin, mandola

 

Francesco Ciofi

chitarra / guitar

 

Mare del Promontorio dell’Enfola

Sea of Enfola Headland

se stesso / itself

 

Ugo Galasso

flauto dolce / flute

 

Francesco "Zio Paco" Gimigliano

chitarrone toscano / contrabass

 

Jamie Marie Lazzara

violino / fiddle

 

Alessio Montagnani,

chitarra / guitar

 

Tommaso "Tommy" Morando

mandoloncello / mandoloncello

 

Luca Marco Nistri

mandolino, mandola /

mandolin, mandola

 

Alessandro Pegoraro

voce / voice

 

Sandra Pieraccini

fisarmonica / accordion

 

 

 

 

 

 

Giorgio Soria

Sandra Pieraccini

T. Morando - F. Ciofi

Marco Bucci

Francesco Gimigliano

Alessandro Casini

Alessio Montagni

Alessandro Pegoraro

i

Jamie M. Lazzara

Luca Becorpi

Paolo Biancalani

Ugo Galasso

 

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